Charlie Parker Loves Me MAX MEAZZA Featuring : MARC JORDAN

21/05/2015 16:35

La California Musicale (E Altro) Vista Dall’Italia! Max Meazza – Charlie Parker Loves Me

 
 
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max meazza charlie parker loves me

Max Meazza – Charlie Parker Loves Me – Desolation Angels Distr. Ird

I dischi (ok, i CD) di Max Meazza li trovate ovunque (mai abbastanza per il diretto interessato), sulle piattaforme di vendita classiche, nei negozi di dischi che esistono ancora, ma anche in giro per il mondo, su siti specializzati, su CD Baby e ovunque vi capiti di girare, il suo nome lo potete trovare e comprarne i dischetti. Eppure in Italia l’amico Max fatica a trovare i giusti spazi di informazione che ne parlino: il sottoscritto, prima sul Buscadero e da un po’ di tempo sul Blog si occupa anche delle sue vicende musicali, o per parlare dell’iniziativa music raiser (raccolta fondi per i non anglofoni) per la registrazione di questo album, e se ne parliamo vuol dire che è andata a buon fine, o per recensire i suoi dischi, nel caso il penultimo http://discoclub.myblog.it/2014/02/24/dei-capostipiti-degli-italiani-caso-anglo-americani-nel-cuore-max-meazza-cold-blood/. Max, come ricordato in molte occasioni, ha diverse passioni (musicali, sulle altre non mi permetterei di indagare), con due o tre ramificazioni principali: la prima è una passione per la musica della West Coast, che sia country-rock, blue-eyed soul, easy jazz o come diavolo vogliate chiamarla, la seconda per il vecchio rock classico anni ’70, estrinsecata nel precedente album In Cold Blood e la terza, che sfocia nella devozione, è quella per la musica del grande cantautore inglese (anzi scozzese) John Martyn, che anche chi scrive ammira in modo sconfinato. Senza starvi a fare tutta la storia, al limite per documentarvi potete andare a fare un giretto sul suo sito http://www.maxmeazza.com/,  tutto inizia più di 40 anni fa con i Pueblo e continua a tutt’oggi, tra alti e bassi, ma con la voglia di fare musica inalterata nel tempo.

Diciamo subito che il nuovo album ha un suono morbido, jazzy e felpato, è stato registrato tra Roma e Milano, non ho visto tra i collaboratori storici il nome del quasi immancabile Claudio Bazzari alle chitarre, sostituito più che degnamente da Nicola Demontis, sia alle elettriche che all’acustica, in Solid Air, uno dei due brani dell’altrettanto immancabile John Martyn, c’è Gigi Cifarelli alla solista, mentre in Forward Motion, la canzone scritta e cantata da Mark Winkler, troviamo Davide Benecchi alla chitarra elettrica. Alle tastiere si alternano diversi musicisti, quasi tutti impegnati al Fender Rhodes, il classico piano elettrrico dal suono inconfondibile che costituisce una delle soluzioni sonore tipiche dell’album, ed in generale della musica di Max Meazza, mentre, sempre nel brano di Winkler, appaiono i fratelli Pucci, che uniti a Benecchi forniscono il supporto sonoro del pezzo. Tony O’Malley, ex Kokomo e Arrival, è alle armonie vocali in Black And White Generation, e comunque, se volete, in questo blog dal nome suggestivo http://labibledelawestcoast.blogspot.it/2015/04/max-meazza-charlie-parker-loves-me-2015.html, trovate tutti i credits dei musicisti presenti nell’album.

Ho tenuto per ultima, come una ciliegina sulla torta, la presenza di Marc Jordan, grande cantante newyorkese, ma che da anni vive in Canada, uno dei migliori rappresentanti di questo sound tra jazz, rock e musica Westcoastiana, filone a cui potremmo far risalire anche i vari Donald Fagen, Bill LaBounty, Ned Doheny, Boz Scaggs, Robbie Dupree, Michael Franks e tantissimi altri. Jordan in particolare è anche autore per altri, e qui mi assumo la responsabilità di quello che dico, non sempre i nomi che eseguono i suoi brani rientrano tra i miei preferiti (Cher e Josh Groban tra tutti), o non più: la versione del brano che dà il titolo al CD di Meazza, Charlie Parker Loves Me, è apparsa su un disco di Rod Stewart Human del 2001, dal suono francamente imbarrazzante, mentre le versioni di Jordan, sia quella originale su This Is How Men Cry che quella su questo CD sono decisamente migliori, quel contemporary pop/rock/jazz, per coniare un “nuovo” termine, raffinato ed elegante; nell brano in questione Max Meazza è presente solo alla chitarra elettrica, al fianco dell’avvolgente sound del piano elettrico, della tromba con il mute e una melodia gentile e facilmente memorabilizzabile, mentre nel resto dell’album è la sua voce a guidare le danze: Ora più bassa e roca, come nella cover di She’s A Lover, un brano tratto da John Martyn And., per essere onesti non tra i migliori del cantautore scozzese, ma qui reso in una bella versione, dove una chitarrina elettrica molto lavorata, anche con un wah-wah leggero ma insinuante, ed una acustica morbida ed arpeggiata, si dividono con il solito piano elettrico il tappeto sonoro che sottolinea le divagazioni vocali del nostro (bel video, complimenti alla mamma https://www.youtube.com/watch?v=BZIOpBIBSL4). Neon Angel, dove la voce è più naturale e meno tesa alle note basse, è una classica ballata californiana, malinconica ma solare, con le chitarre a sottolineare la melodia avvolgente della canzone https://www.youtube.com/watch?v=Uyt6EbT4Twc , mentre Lost In L.A., di nuovo su una tonalità più bassa, ha un ritmo più funky, vagamente latineggiante, con delle armonie vocali quasi sognanti, grazie alla voce di Valeria Fiore, mentre Marco Taggiasco, tastiere, basso e piano elettrico si affianca alle chitarre di Demontis, con un bel assolo di tromba di Filippo Daga,  che nel finale del brano alza la quota jazz dello stesso.

A seguire un brano melodico come A Face In The Crowd, con Martina Daga (stessa famiglia?) al sax, sempre con quell’aria rilassata e indolente tipica del sound della costa californiana. Di Forward Motion possiamo aggiungere che il suo autore ed interprete Mark Winkler, è uno di quei cantant jazzi che viene dalla schiatta che da Mose Allison giunge fino a Michael Franks, mentre il sound sta a metà appunto tra Franks e gli Steely Dan più leggeri. Solid Air, la bellissima canzone di John Martyn, Max Meazza l’ha incisa più volte e questa versione è già apparsa in precedenza, ma vista la bellezza del brano l’ascoltiamo ancora una volta con piacere, anche grazie alle raffinate evoluzioni della solista di Cifarelli. Too Late For My Heart fa sempre parte di quelle ballate pensose e melancoliche tipiche di Max, ma l’uso del drum programming (presente anche in altri brani)non mi piace, infatti quando c’è un batterista “umano”, come Enrico Ferraresi in Black And White Generation, si sente subito, il brano che ha una andatura decisamente più rock rispetto al resto dell’album, sembra un pezzo alla Dire Straits primo periodo, con la solista insinuante di Demontis e un groove più deciso, prima di lasciare spazio all’ultima traccia dell’album, una Laurie Bird più intima e raccolta, quasi autunnale nel suo arrangiamento austero, solo chitarra acustica ed elettrica, un basso fretless e il violino di Giulia Nuti a caratterizzare questa canzone meno immediata e più meditata. Se già conoscete il buon vecchio Max è la sua “solita” musica, se viceversa quanto scritto vi ha incuriosito potete provare questo Charlie Parker Loves Me, male non può farvi!

Bruno Conti